Quando iniziai ad insegnare nella classe di Giulio, in quarta elementare, cercando di indagare sulle capacità e sulle conoscenze dei miei nuovi alunni, mi fu subito riferito dai suoi compagni che Giulio aveva la passione per il disegno.
Si tratta di un interesse che accomuna molti bambini, per cui all'inizio non ci feci molto caso, ma è bastato poco tempo per accorgermi che se la fama di Giulio in classe era tanta c'era un motivo: un'eccezionale bravura unita alla capacità di interpretare i gusti dei suoi coetanei.

I suoi disegni, infatti, sono ricchi di mostri deformi, armati fino ai denti, che sfrecciano per le strade di un mondo immaginario su bolidi tanto potenti quanto sgangherati, e i compagni di Giulio sono disposti a cedergli anche le loro "preziose" figurine dei calciatori pur di poterseli accaparrare.

Si tratta di personaggi che, aldilà dell'apparenza, non inneggiano a un mondo violento, ma mutuano quanto appreso dai cartoni animati che attualmente furoreggiano in televisione e che, mostrando mondi fantastici popolati da mostri più comici che spaventosi, aiutano i bambini a non avere paura del diverso.
Il successo di questo genere di personaggi tra le nuove generazioni è testimoniato, tra l'altro, dalle ottime vendite delle "skifidol", quelle bizzarre figurine di mostri che hanno la caratteristica di "puzzare" realmente.

Contrariamente ai soggetti dei suoi fumetti, Giulio è un bambino sensibile, curioso e socievole, che ha un buon rendimento scolastico e ama la musica e, naturalmente, l'arte.
Il suo modo di disegnare è attento ai particolari, alla prospettiva e alle proporzioni, mentre i colori che adotta sono prevalentemente vivaci e molto in contrasto tra loro.
L'augurio è che Giulio possa realizzare tutti i suoi sogni e diventare l'erede dei tanti bravi fumettisti italiani che hanno allietato la nostra infanzia dalle pagine delle loro riviste.

Il mio maestro Gino